Nel caso del tumore alla mammella, patologia invasiva più frequente nella donna ed in continuo aumento da qualche decennio (in parte per gli stili di vita inadeguati di oggi), la diagnosi precoce equivale ad un’elevata probabilità di guarigione. Per questo, l’Istituto Radiologico Valdostano-IRV di Aosta, nella sua strategia ispirata al continuo guardare al futuro, si è dotato – ed è al momento tra i pochi centri in Italia – di un mammografo digitale diretto, dotato di tomosintesi.

Si tratta di un macchinario che associa le immagini convenzionali con la tomosintesi multistrato e, grazie a questa potenzialità, permette di individuare con elevata accuratezza diagnostica lesioni tumorali molto piccole. Secondo una comparazione del prestigioso “Journal of the American Medical Association”, circa la metà di quelle rilevate con questa nuova tecnologia non vengono diagnosticate attraverso un esame tradizionale.

Già non è poco, ma i benefici non si limitano a questo: la mammografia digitale permette una minor emissione di radiazioni sul paziente a parità di esame ed aumenta il potere di risoluzione diagnostico. Inoltre, la compressione della mammella, grazie a sofisticati sensori della macchina, si adatta ad essa. Tutto ciò significa meno dolore per chi si sottopone all’esame, riducendo così una sensazione fastidiosa della diagnosi condotta tradizionalmente, con diversi casi di strascichi spiacevoli.

Il maggior incremento percentuale di nuovi tumori della mammella si verifica nelle donne di età compresa tra i 25 e i 45 anni. A fronte di questo aumento, si riscontra anche una diminuzione della mortalità, dovuta ai progressi nel trattamento, ma soprattutto ai programmi di screening. Questi sono rivolti alla popolazione femminile tra i 50 e i 69 anni, con una mammografia ogni due anni, da cui deriva una riduzione della mortalità del 25%.

In alcune regioni, tuttavia, si è iniziato ad estendere l’esame alle donne dai 45 ai 74 anni, con un’ulteriore diminuzione della mortalità specifica. Nei casi di ereditarietà, invece, i soggetti a rischio devono sottoporsi ai controlli dai 25 anni di età, ad intervalli tra sei mesi ed un anno. In sostanza, quanto più la diagnosi è precoce, tanto più alta è la probabilità di salvare vite umane.

Riflettendo su questo dato fondamentale, e sui benefici già menzionati, si comprende quanto la tomosintesi – che consente di studiare la mammella a strati, scomponendola in tante sezioni dello spessore di un millimetro, permettendo così di valutare in modo più dettagliato e completo il seno – rappresenti un significativo passo avanti sul piano diagnostico. Per avvalersene, è sufficiente contattare l’IRV prenotando un controllo. La prevenzione è la scelta più intelligente. Sempre.

Aosta, 7 maggio 2018